Cantico dei Cantici 2
Diodati 1649 · 17 verses
1Io son la rosa di Saron,Il giglio delle valli.
2Quale è il giglio fra le spine,Tale è l’amica mia fra le fanciulle.
3Quale è il melo fra gli alberi d’un bosco,Tale è il mio amico fra i giovani;Io ho desiderato d’esser all’ombra sua,E mi vi son posta a sedere;E il suo frutto è stato dolce al mio palato.
4Egli mi ha condotta nella casa del convito,E l’insegna ch’egli mi alza è: Amore.
5Confortatemi con delle schiacciate d’uva,Sostenetemi con de’ pomi,Perciocchè io languisco d’amore.
6Sia la sua man sinistra sotto al mio capo,Ed abbraccimi la sua destra.
7Io vi scongiuro, o figliuole di Gerusalemme,Per le cavriuole, e per le cerve della campagna,Che voi non isvegliate l’amor mio, e non le rompiate il sonno,Finchè non le piaccia.
8Ecco la voce del mio amico;Ecco, egli ora vieneSaltando su per i monti,Saltellando su per i colli.
9L’amico mio è simile ad un cavriuolo,O ad un cerbiatto;Ecco ora sta dietro alla nostra parete,Egli riguarda per le finestre,Egli si mostra per i cancelli.
10Il mio amico mi ha fatto motto, e mi ha detto: Levati, amica mia, bella mia, e vientene.
11Perciocchè, ecco, il verno è passato;Il tempo delle gran piogge è mutato, ed è andato via;
12I fiori si veggono sulla terra;Il tempo del cantare è giunto,E s’ode la voce della tortola nella nostra contrada.
13Il fico ha messi i suoi ficucci,E le viti fiorite rendono odore;Levati, amica mia, bella mia, e vientene.
14O colomba mia, che stai nelle fessure delle rocce,Ne’ nascondimenti de’ balzi,Fammi vedere il tuo aspetto,Fammi udir la tua voce;Perciocchè la tua voce è soave, e il tuo aspetto è bello.
15Pigliateci le volpi,Le piccole volpi che guastano le vigne,Le nostre vigne fiorite.
16Il mio amico è mio, ed io son sua;Di lui, che pastura la greggia fra i gigli.
17Ritornatene, amico mio,A guisa di cavriuolo o di cerbiatto,Sopra i monti di Beter,Finchè spiri l’aura del giorno,E che le ombre se ne fuggano.