Lamentazioni 1

Diodati 1649 · 22 verses

1Come siede solitaria, ed è divenuta simile ad una vedova,La città piena di popolo!Come è divenuta tributariaQuella ch’era grande fra le genti, signora fra le provincie!

2Ella piange continuamente di notte, e le sue lagrime son sopra le sue guance;Ella non ha alcuno, fra tutti i suoi amanti, che la consoli;Tutti i suoi intimi amici si son portati dislealmente inverso lei,Le son divenuti nemici.

3La nazione di Giuda è andata fuori del suo paese,Per l’afflizione, e per la gravezza della servitù;Ella dimora fra le genti, non trova riposo;Tutti i suoi persecutori l’hanno sorpresa nelle distrette.

4Le strade di Sion fanno cordoglio;Perciocchè non viene più alcuno alle feste solenni;Tutte le sue porte son deserte, i suoi sacerdoti sospirano,Le sue vergini sono addolorate, ed essa è in amaritudine.

5I suoi nemici sono stati posti in capo,I suoi avversari son prosperati;Perciocchè il Signore l’ha afflitta, per la moltitudine de’ suoi misfatti;I suoi piccoli fanciulli son iti in cattività davanti al nemico.

6E tutta la gloria della figliuola di Sion è uscita fuor di lei;I suoi principi sono stati come cervi,Che non trovan pastura;E son camminati tutti spossati davanti al persecutore.

7Gerusalemme, a’ dì della sua afflizione, e de’ suoi esilii,Si è ricordata di tutte le sue care cose ch’erano state ab antico;Allora che il suo popolo cadeva per la mano del nemico,Senza che alcuno la soccorresse;I nemici l’hanno veduta, e si son beffati delle sue desolazioni.

8Gerusalemme ha commesso peccato, e però è stata in ischerno;Tutti quelli che l’onoravano l’hanno avuta a vile;Perciocchè hanno vedute le sue vergogne;Anch’essa ne ha sospirato, e si è rivolta indietro.

9La sua lordura è stata ne’ suoi lembi; non si è ricordata della sua fine;È maravigliosamente scaduta; non ha alcuno che la consoli; Signore, riguarda alla mia afflizione;Perciocchè il nemico si è innalzato.

10Il nemico ha stesa la mano sopra tutte le care cose di essa;Perciocchè ella ha vedute entrar le genti nel suo santuario,Delle quali tu avevi comandato: Non entrino nella tua raunanza.

11Tutto il popolo di essa geme, cercando del pane;Hanno date le lor cose più preziose per del cibo,Da ristorarsi l’anima; Signore, vedi, e riguarda; perciocchè io sono avvilita.

12O viandanti tutti, questo non vi tocca egli punto?Riguardate, e vedete, se vi è doglia pari alla mia doglia,Ch’è stata fatta a me,Che il Signore ha afflitta nel giorno dell’ardor della sua ira.

13Egli ha da alto mandato un fuoco nelle mie ossa,Il quale si è appreso in esse;Egli ha tesa una rete a’ miei piedi, egli mi ha fatta cadere a rovescio;Egli mi ha renduta desolata e dolorosa tuttodì.

14Il giogo de’ miei misfatti è stato aggravato dalla sua mano;Quelli sono stati attorti, e mi sono stati posti in sul collo;Egli ha fatta traboccar la mia forza;Il Signore mi ha messa nelle mani di tali, che non posso rilevarmi.

15Il Signore ha atterrati tutti i miei possenti uomini in mezzo di me;Egli ha bandito contro a me un termine assegnato,Per rompere i miei giovani;Il Signore ha calcato, come in un tino, la vergine figliuola di Giuda.

16Per queste cose piango; l’occhio, l’occhio mio si strugge in acqua;Perciocchè ogni consolatore, che mi ristori l’anima, si è allontanato da me;I miei figliuoli son deserti;Perciocchè il nemico è stato vittorioso.

17Sion distribuisce il pane a sè stessa con le sue proprie mani;Non ha niuno che la consoli.Il Signore ha data commessione contro a Giacobbe;I suoi nemici son d’intorno a lui; Gerusalemme è in mezzo di essi come una donna immonda.

18Il Signore è giusto;Perciocchè io sono stata ribelle alla sua bocca.Deh! ascoltate, e vedete la mia doglia, o popoli tutti;Le mie vergini, e i miei giovani, sono andati in cattività.

19Io ho chiamati i miei amanti, ma essi mi hanno ingannata;I miei sacerdoti, ed i miei anziani sono spirati nella città;Perciocchè si han cercato del cibo,Per ristorar l’anima loro.

20Signore, riguarda; perciocchè io son distretta;Le mie interiora si conturbano; il mio cuore si riversa dentro di me;Perciocchè in vero io sono stata ribelle;La spada ha dipopolato di fuori, e dentro non vi è stato altro che morte.

21Altri mi ode sospirare; io non ho alcuno che mi consoli;I miei nemici hanno udito il mio male, e se ne son rallegrati;Perciocchè tu l’hai fatto;Quando tu avrai fatto venire il giorno che tu hai pubblicato, saranno simili a me.

22Tutte la lor malvagità venga nel tuo cospetto,E fa’ loro come hai fatto a me per tutti i miei misfatti;Perciocchè i miei sospiri son molti,E il mio cuore è addolorato.

Share this verse

Share this verse
Loading…
Format
Style