Giobbe 9
Diodati 1649 · 35 verses
1E Giobbe rispose e disse:
2Veramente io so ch’egli è così;E come si giustificherebbe l’uomo appo Iddio?
3Se Iddio vuol litigar con lui,Egli non gli potrà rispondere d’infra mille articoli ad un solo.
4Egli è savio di cuore, e potente di forza;Chi si è mai indurato contro a lui, ed è prosperato?
5Contro a lui, che spianta i monti,Senza che si possa sapere come egli li abbia rivolti sottosopra nella sua ira;
6Che crolla la terra, e la smuove dal luogo suo;E da cui le colonne di essa sono scosse;
7Che parla al sole, ed esso non si leva;Che tiene suggellate le stelle;
8Che distende tutto solo i cieli,E calca le sommità del mare;
9Che ha fatto i segni del Carro, dell’Orione, delle Gallinelle,E quelli che sono in fondo all’Austro;
10Che fa cose tanto grandi, che non si possono investigare;E tante cose maravigliose che non si possono annoverare.
11Ecco, egli passerà davanti a me, ed io nol vedrò;Ripasserà, ed io non lo scorgerò.
12Ecco, egli rapirà, e chi gli farà far restituzione?Chi gli dirà: Che fai?
13Iddio non raffrena l’ira sua;Sotto lui sono atterrati i bravi campioni.
14Quanto meno gli risponderei io,Ed userei parole scelte contro a lui?
15Io, che quantunque fossi giusto, non risponderei,Anzi chiederei grazia al mio Giudice.
16Se io grido, ed egli mi risponde,Pur non potrò credere ch’egli abbia ascoltata la mia voce;
17Conciossiachè egli mi abbia conquiso con un turbo,E mi abbia date di molte battiture senza cagione.
18Egli non mi permette pur di respirare;Perciocchè egli mi sazia di amaritudini.
19Se si tratta di forza, ecco, egli è potente;Se di giudicio, chi mi citerà?
20Benchè io sia giusto, la mia bocca mi condannerà;Quantunque io sia intiero, ella mi dichiarerà perverso.
21Benchè io sia intiero, io non riconoscerò me stesso;Io avrò a sdegno la vita mia.
22Egli è tutt’uno; perciò ho detto: Egli distrugge ugualmente l’uomo intiero e l’empio.
23Se è un flagello, egli uccide in un momento;Ma egli si beffa della prova degl’innocenti.
24La terra è data in mano all’empio,Il qual copre la faccia de’ giudici di essa.Ora, se Iddio non fa questo, chi è egli dunque?
25Ma i miei giorni sono stati più leggieri che un corriero;Son fuggiti via, non hanno goduto il bene;
26Son trascorsi come saette,Come un’aquila che vola frettolosa al pasto.
27Se io dico: Io dimenticherò il mio lamento,Io lascerò il mio cruccio, e mi rinforzerò;
28Io sono spaventato di tutti i miei tormenti,Io so che tu non mi reputerai innocente.
29Io sarò reo;Perchè adunque mi affaticherei in vano?
30Quando io mi fossi lavato con acque di neve,E nettatomi le mani col sapone;
31Allora pure tu mi tufferesti in una fossa,E i miei vestimenti mi avrebbero in abbominio.
32Perciocchè egli non è un uomo, come son io, perchè io gli risponda,E perchè noi veniamo insieme a giudicio.
33Ei non v’è niuno che possa dar sentenza fra noi,Che possa metter la mano sopra amendue noi.
34Ma rimuova egli pur la sua verga d’addosso a me,E non mi conturbi il suo spavento.
35Allora io parlerò, e non avrò paura di lui;Perciocchè in questo stato io non sono in me stesso.